copertina apple M1

Apple presenta i nuovi Mac con Soc proprietario M1. Un’autotrofia al 100%

“Organismo che non ha bisogno di molecole organiche provenienti da fonti esterne né per ricavarne energia né da utilizzare come materiale da costruzione”. Questa è la definizione, riportata dall’enciclopedia Treccani, della parola autotrofia. Possiamo benissimo generalizzare il concetto associandolo ad Apple, o meglio: possiamo farlo da ieri, quando si è tenuta l’amatissima presentazione in pompa magna dei nuovi Mac con M1, segnando di fatto una rivoluzione.

Vi presento M1, Ad Maiora Semper!
M1 schema

Era da anni che aspettavo questo momento. Finalmente Apple ha “divorziato” da Intel e produce da sé i processori. Questa è una cosa fantastica perchè permette di ottimizzare ad un livello altissimo l’hardware e il software e, di conseguenza, costruire un sistema operativo ad hoc per la componentistica interna.

 

Apple già la conosciamo per i Soc superveloci montati sugli iPhone dall’alba dei tempi. Ha deciso di optare la stessa tecnica per sviluppare l’hardware del Mac, montando un SoC (sistem on chip) ossia un chip con tutto integrato: processore, scheda video ecc… Così facendo è riuscita a creare dispositivi che consumano pochissimo e non hanno bisogno di dissipazione attiva (ventole), ma di ciò ne riparleremo più avanti.

 

Presentato il SoC M1, un prodotto veramente eccezionale. Architettura 5nm a 16 bilioni di transistor, 8 core CPU (4 high performance e 4 high efficienty core), Neural Engine 16 core, Scheda grafica integrata fino a 8 core (il modello più economico di Air ne ha 7, gli altri tutti 8) fanno di Apple Silicon M1 la migliore cpu con rapporto performance per watt (addirittura 3x performance per watt rispetto ai precedenti Soc Silicon e 2x rispetto ai moderni processori dei PC). Un prodotto eccezionale e veramente poco energivoro che fa innalzare l’autonomia generale dei Macbook

 

 

 

 

M1 specchietto
I tre MACchettieri
Macbook specchietto

Anche Dumas se fosse in vita apprezzerebbe i nuovi Macbook. Presentati tre modelli: il Macbook Air, Macbook Pro e Macbook Mini. Più leggeri, maggiore durata della batteria, più prestazioni…un bell’upgrade no? Secondo Apple il Macbook Air è 3,5 volte più potente della scorsa generazione per CPU (con i3 probabilmente) e 5 volte per GPU (scheda video). Come se non bastasse hanno aggiunto un lettore di impronta a destra e sono riusciti a creare un Macbook Air (e anche un Mac Mini) con dissipazione passiva, zero ventole e zero rumore! Accompagnato da 8GB o 16 di RAM e 256/512GB di SSD fanno di Macbook Air un prodotto eccezionale venduto a partire da 999$, ahimé in Italia son diventati 1159€ (versione 8/256GB).

 

La variante Pro (attualmente solo 13 pollici sempre con M1) porta con sé l’apprezzatissima touchbar pur mantendo (a malincuore) la versione base da 8GB Ram e 256GB di SSD. Si può avere la 16/512GB ma dai 1479€ richiesti per il modello base si arriva a 1709€. Il prodotto che più ha attirato la mia attenzione è però stato il Mac Mini (anch’esso con M1) che con un prezzo a partire da 819€ (100 bigliettoni in meno rispetto allo scorso modello) si propone come il più performante prodotto tascabile del mondo. Se lavorate spostandovi spesso e non volete rinunciare ai servizi Apple il Mac Mini fa per voi.

 

 

Apple ha poi rassicurato gli utenti. Il cambio di architettura da x86 ad ARM (con il nuovo M1) non procurerà assolutamente problemi agli utenti. Attraverso l’emulatore Rosetta 2 potremmo lanciare tutte le app che utilizzavamo con i vecchi Mac . Inoltre tutto il parco app e games dell’App store di iPhone e iPad ora è compatibile con i Mac. Immaginati giocare ad Among Us mentre lavori con Photoshop o Final Cut!

 

Tutti disponibili già al preordine e immessi sul mercato italiano giorno 17 Novembre. Ci siamo quasi!

 

 

Prodotti molto interessanti. Adesso c’è da vedere effettivamente come si comporteranno sulla pratica con applicativi pesanti. Chi lo sa, magari un giorno avremo tutti processori ARM dando definitivamente addio all’architettura x86. L’articolo finisce quì per qualsiasi dubbio scrivete nei commenti. Da Gabriele La Milia è tutto. Alla prossima!

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