Conte ha ragione: ecco perchè

Pioggia di critiche dopo che il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha presentato la fase due nella conferenza stampa del 26 Aprile 2020. Accusato di essere stato troppo “timido” sulle decisioni prese sulla fase due, che ricordiamo sarà quella successiva al 4 Maggio.

 

In prima linea le critiche dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, che definisce il dpcm del premier Conte un «assurdo costituzionale». La richiesta è di trasformare il dpcm in un decreto e portalo in Parlamento. Dito puntato contro il premier Conte: «Non può impattare sulla vita delle persone al punto di definire con un dpcm chi puoi vedere. Abbiamo accettato una limitazione quando le terapie intensive scoppiavano e i medici dovevano decidere chi intubare e chi no, ora basta. Quando si inizia a considerare la libertà un bene disponibile, iniziano brutte storie. La libertà non vale meno della salute».

 

Ma cosa succederebbe all’Italia se Conte riaprisse tutto?

Sicuramente nulla di buono. Se si tornasse alla normalità, secondo il comitato tecnico-scientifico, il picco dei contagi sarebbe raggiunto l′8 giugno. Numeri spaventosi, se si considera che la previsione dei posti necessari in terapia intensiva per quella data sarebbe superiore ai 151 mila, a fronte dei circa 10 mila letti di cui il nostro sistema sanitario attualmente dispone. Il totale dei malati che necessiterebbero cure in reparti intensivi sforerebbe i 430 mila entro la fine dell’anno. Ciò accadrebbe perché l’indice di contagio schizzerebbe a 2,25 (ogni persona con Covid-19 ne contagerebbe più di due).

 

Ad aumentare la preoccupazione del presidente del consiglio Giuseppe Conte, é l’aumento delll’indice di contagio dopo l’allentamento delle misure anti Covid-19 in Germania. Dopo un primo allentamento delle misure di contenimento con la riapertura parziale dei negozi, il tasso di contagio è risalito a 0,9, praticamente ogni persona infetta ne contagia un’altra, stando ai dati diffusi dal Robert Koch Institute (RKI). È la prima volta che l’indice torna ad 1 da metà aprile, quando era sceso allo 0,7, per poi risalire progressivamente.

 

A convincere il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, a non allentare totalmente le misure è però proprio la relazione del comitato tecnico-scientifico, una relazione di 22 pagine, scritta il 22 aprile e corredata di dati e analisi della situazione epidemiologica oltre a considerazioni, precise e puntuali, del comitato tecnico-scientifico che, senza troppi giri di parole, ha bocciato un “liberi tutti”.

 

Il report “presenta la valutazione dei rischi di diffusione epidemica per la malattia COVID-19 associata a diversi scenari di rilascio del lockdown introdotto l’11 marzo sul territorio nazionale”. 

 

Vengono presentati i vari scenari, con calcoli statistici corredati da grafici per simulare la diffusione del contagio in caso di riaperture, divise per settore.

 

Per tenere R0 inferiore a 1, il Cts ha raccomandato inoltre “il rispetto delle raccomandazioni dei sistemi di trasporto”, il “rispetto delle raccomandazioni” di carattere generale, “il mantenimento del distanziamento sociale e dell’igiene frequente delle mani e ambientale in tutte le attività”, e la raccomandazione all’uso delle mascherine per comunità in tutti i luoghi pubblici confinati o a rischio di aggregazione.

 

Alla fine tecnici e scienziati arrivano a questa conclusione: “Ci sono delle incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate; oppure variabili non misurabili, es. il comportamento delle persone dopo la riapertura in termini di adesione alle norme sul distanziamento sociale ed utilizzo delle mascherine e l’efficacia delle disposizioni per ridurre la trasmissione sul trasporto pubblico.

 

Per questa ragione appare raccomandabile la sperimentazione delle misure (magari considerando una riapertura parziale delle attività lavorative, es. 50%) per un arco di tempo di almeno 14 giorni accompagnata al monitoraggio dell’impatto del rilascio del lockdown sulla trasmissibilità di SARS-CoV-2″.

E concludono: “Elementi questi che suggeriscono di adottare un approccio a passi progressivi”. Proprio la strada opzionata dal governo.

 

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One comment

  1. […] una cifra adeguata. Ora acceleriamo su negoziato e liberiamo presto le risorse”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte sui […]

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