Dialogo tra il nuovo ed il contemporaneo

Contemporaneo

È la prima volta che odo la tua voce. Non hai sentito i miei richiami per tutto questo tempo se non soltanto oggi?

Nuovo

Ho sentito i tuoi lamenti.

Contemporaneo

Hai sentito ma non hai ascoltato.

Nuovo

C’è differenza?

Contemporaneo

Molta! Più di quanto tu possa mai crederne ma questo già lo sai. Se vuoi farmi delle domande, fa’ quelle giuste. Se vuoi farmi perdere tempo, allontanati da questa porta che ci divide ed io tacerò per sempre. I morti non hanno tempo per i vivi.

Nuovo

Cosa c’è al di là di questa porta?

Contemporaneo

Nulla, nient’altro che il buio e il mio respiro affannoso. Mi tengo vicino a quest’uscio per amor della sofferenza, la stessa che mi ha tenuto vivo per tempi che oramai mi paiono infiniti. Più avanti, a pochi passi da me, l’immensa pace dell’oscurità mi spaventa ancor più del mio pensiero di non meritarla.

La luce che filtra attraverso gli stipiti e sotto questa porta è l’unica cosa che mi impedisce di abbandonarmi al mio destino e che mi riscalda il cuore.

Nuovo

Dimmi il tuo nome.

Contemporaneo

Vorrei ma non ne ho più memoria oramai. L’unica cosa che ho conservato è la mia ragione e la mia voce.

Ma adesso ti prego, sazia una mia domanda.

Perché ti rivolgi a me solo oggi?

Nuovo

Oggi è un giorno diverso dagli altri, è il giorno giusto.

Stanotte uno spirito mi è venuto in sogno. Mi ha rivelato che il mio nome, la mia vita e tutte le scelte che da essa sono dipese, erano in realtà sue influenze. Potrai immaginare il senso di vuoto che ho provato nel comprendere che tutto me stesso era ed è sempre stato in mani altrui e potrai anche immaginare lo stupore, che sempre precede la veglia, nel conoscere il nome di quello spirito: Destino.

Proprio egli mi ha spinto oggi qui da te, verso la tua fioca voce e i tuoi respiri anelanti attenuati da questa stessa porta impossibile da aprire.

Contemporaneo

Ebbene, io ti dico che non mi dolgo di questo.

Nella mia vita ho molto scritto e molto poco il disputar verbale ho preferito. Ho quindi motivo di compiacermi nel disconoscere il viso del mio interlocutore dacché io possa giudicarti solo dalle tue parole.

Acciò chiarito, se cerchi risposte non ti rimane soltanto che formulare le giuste domande.

Nuovo

La mia ispirazione è smarrita. Ho aperto ed ho cercato dentro ogni cassetto che avevo in corpo ma anche la sua ombra pare essersi dispersa. Oramai, senza di essa, ciabatto per la casa, lontano da questa porta. Per tutta la mia veglia affogo nell’aria che mi riempie i polmoni, mi entra nel naso e sotto le palpebre offuscando tutta la realtà attorno a me. Il sonno è carezzevole ma tuttavia anche confuso, impossibile da descrivere. Il senso del dovere si perde ad onta del tempo e la noia, avidamente, prende il suo posto.

Cerco in te la risposta che soddisfi la mia malattia, che mi aiuti a guarirne senza doverla completamente estirpare, perché sempre dolce è la noia.

Contemporaneo

Come puoi dire di avere perso l’ispirazione avendo trovato la noia?

Questa è preziosa perché da essa e per essa ogni pensiero umano nasce e si sviluppa. Nessuno, nel mio scarso mezzo secolo di vita, si è mai impegnato nel perorare la mia causa ma io oggi sento che essa è rifiorita in te e con profonda solennità me ne compiaccio.

La chiami malattia perché ti corrode l’animo ma la sofferenza è importante nella vita di un uomo. Senza di essa, infatti, mai potremo definirci tali. Te ne lamenti e te ne duoli ma solo grazie a questa sei qui oggi a parlare con l’eco della voce dei tuoi pensieri. Nessuno spirito ti ha convinto a parlarmi, nessun destino, è una bugia. Non esiste alcuna porta, niente al di là di essa. Hai soltanto paura. Paura di smettere di vivere in quella giovinezza di cui fosti privato da piccolo. Essa è comunque ormai stata persa e non puoi forzarla in un tempo al quale non appartiene.

Cresci, e fai tesoro di questo tedio, e cantane, come solo i veri poeti ne hanno fatto. Come io ho fatto.

Nuovo

Desidero riparlarti ancora. Rimarrai per sempre sotto questa soglia?

Contemporaneo

Solo se tu lo vorrai.

 

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