Il principe promesso – V

Il ragazzo senza nome

Aperta la porticina sul pavimento e oltrepassata la soglia mi ritrovai di fronte ad un ometto basso, scarno e con un moncone al posto della sua mano sinistra.

<<Stai zitto ragazzo, parlo io>>: disse. E poi aggiunse come se si fosse già dimenticato di zittirmi: <<E tu chi diavolo saresti?>>

<<Non ricordo il mio nome, signore.>>: risposi io.

<<Da dove vieni?>>

<<Non lo so.>>: risposi io

<< Che stai cercando?>>

<<Non lo so.>>: risposi sempre io.

<<Ah! Porco diavolo dico io. Non sai un bel niente. Sei una testa vuota? Fammi vedere un po’.>>

E avvicinatosi iniziò a punzecchiarmi con quello schifoso moncone che aveva per mano.

<<Ah si si, ti chiami Efialte, piccolo pezzente. Riecco a te il tuo nome. Ma come diavolo vi è venuto in mente di ammazzarvi credendo che fosse il modo giusto di stare inseme per sempre, a te e a quella pecora. Brutta storia ragazzo, brutta storia. Ma la cosa mi interessa e ti aiuterò per il semplice motivo che lei, al contrario tuo, qui non c’è. Io sono sempre intransigente su questo, do sempre qualcosa per ricevere qualcos’altro. Brutta storia ragazzo, brutta storia. Guardati intorno, sono tutti accoppiati qui: le puttane hanno i cani, gli omosessuali litigano con i loro mariti su chi di loro debba essere la “mogliettina” e gli infedeli piangono perché si erano sbagliati. Brutta storia ragazzo. Tu sei solo>>

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