La vera storia di OnePlus, dal successo del One alla Americanizzazione

Ehi tu! Si, sto parlando proprio con te! Prendi il tuo smartphone e distruggilo, fallo a pezzi. Perché? Perché il passato va dimenticato… C’è una nuova era per gli smartphone, quella del «Never Settle» “Mai accontentari”. Distruggilo davanti il grande pubblico e avrai l’opportunità di partecipare al concorso Smash the Past (letteramente “distruggi il passato”), i 100 fortunati avranno l’opportunità di acquistare uno smartphone unico, rivoluzionario ad un prezzo WOW

Nasce un nuovo colosso
Carl Pei OnePLus
Carl Pei, fondatore di OnePlus. (immagine ricavata da WIkipedia.org link sull'immagine)

L’avrei mai fatto? È la domanda che mi pongo spesso quando ricordo quegli anni, 2013/2014. Probabilmente non l’avrei mai fatto. Chi si fida di un’azienda cinese? Ammettiamolo. Un’azienda nuova, appena fondata da due curiosi utenti Apple (Pete Lau e Carl Pei) il cui scopo era portare uno smartphone bello, facile da usare, utile per lavorare. Fin quì sembrerebbe che io stia parlando di Apple, ma manca il dettaglio fondamentale: A prezzi concorrenziali, ma che dico, “a prezzi impossibili da battere“, più basso di così si va in perdita!

 

 

Ora ritorniamo al concorso Smash the Past, perché non vi ho detto tutto. Il concorso era una specie di gratta e vinci (forse martella, brucia e vinci) a cui parteciparono quasi 140 mila persone, mica soltanto un pugno di irresponsabili. Vi ricordo che l’azienda OnePlus era appena stata fondata e già prometteva l’impossibile, più che comprensibile che ad occhi di molti sembrava una truffa bella e buona.

 

 

Il destino volle che si proclamarono i 100 vincitori, coloro i quali avrebbero avuto accesso all’acquisto del nuovissimo Oneplus One, Flagship Killer che più Killer non si può. Processore top di gamma, comparto fotografico top di gamma e prezzo fuori da ogni logica. Se nel 2014 compravi un Galaxy Note 4 a 769€, il Oneplus One offriva le stesse prestazioni a 269€ (variante da 16GB). Capite che è qualcosa di mistico.  

Qualcosa lentamente cambiò
Never Settle OnePlus

La politica dell’ “invito all’acquisto” funzionò tantissimo tanto che si trovavano inviti venduti su Ebay anche a più di 400 euro, soltanto per avere il permesso di comprare uno smartphone da meno di 300 euro. Questo continuò anche con il secondo modello dell’azienda, il OnePlus 2, ma lentamente la pazzia china-style stava affievolendosi. Oneplus stava cominciando a diventare qualcosa di veramente grosso e come tale ha molte spese, tra tasse e dipendenti, con il conseguente aumento dei prezzi.

 

 

Questa “americanizzazione”, come l’ho definita io, ha portato lentamente Oneplus a non fare più scalpore come un tempo. Non è che i suoi top costino una barca di soldi, basti pensare al recentissimo OnePlus 8T che con il suo prezzo di lancio di 599€ si fa ancora valere, ma non emerge significativamente. Il continuo tentativo di copiare gli Americani (Apple, Google) ha spinto molte aziende a dimenticare la propria filosofia. 

 

 

Il motto Never Settle del “mai accontentarsi” o “mai riposare sugli allori” non posso dire con certezza che sia stato rispettato anche dalle ultime scelte commerciali di OnePlus. Forse chiedo troppo. Avere la botte piena e la moglie ubriaca è veramente impossibile. 

 

 

 

L’articolo è concluso. Non dimenticate di seguirmi su Instagram >>LINK<< Da Gabriele La Milia è tutto. Alla prossima! 

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