Parte quarta

Il tempo ci sfugge dalle mani, filtra attraverso le dita, scivola lungo i gomiti e gocciola per terra. Ogni giorno sempre di più la pozza ai nostri piedi diventa più profonda finché un giorno lo è abbastanza da non permetterci…

Il tempo ci sfugge dalle mani, filtra attraverso le dita, scivola lungo i gomiti e gocciola per terra. Ogni giorno sempre di più la pozza ai nostri piedi diventa più profonda finché un giorno lo è abbastanza da non permetterci di respirare. Il tempo va sempre avanti, siamo noi che ci voltiamo indietro. Il passato è un nostro rifugio, d’altronde, quando la fine si avvicina non c’è cosa più dolce di un ricordo felice. Io non seguo il tempo, non mi sottometto alle sue regole e non ne tengo conto mentre attraverso questo mondo. Mentre racconto questa storia. C’erano una volta tre uomini, dico io, i loro nomi sono stati persi nel tempo ma di loro si ricordano le doti più importanti. Attenendosi a queste, infatti, i tre furono chiamati Acconsento, Annuisco e Concordo. Quest’ultimo era il più giovane dei tre, non un genio ma di sicuro il più intelligente tra loro. Un giorno Concordo chiamò Annuisco e Acconsento e disse loro: “la gente nasce, ingrassa e muore. Voi, amici miei, capite bene che non posso starmene qui a guardare in silenzio mentre gli uomini sperperano il loro denaro e le loro ricchezze.”

“Che ti importa”, disse Acconsento, “a te non manca nulla, tanto meno a me o a Annuisco”. Concordo guardò l’amico dalla pelle color dell’ebano, poi disse: “Non pensi che quei soldi starebbero meglio nelle tue tasche? Non vorresti essere il padrone non solo di questo paese ma anche di chi lo abita? Dire loro a che ora si possono alzare la mattina, dire loro quando possono o non possono mangiare. Convincerli a lavare i tuoi piedi, a stendere i tuoi panni.”  Annuisco si limitò ad annuire e Acconsento fece silenzio, poi Concordo riprese: “Sfrutteremo la paura, paura che prenderà il nome di ***. Nulla di tutto questo sarà reale ma finché qualcuno ci crederà, molti ci crederanno.”

“Perché dovrebbero seguire qualcosa che li spaventa?”, chiese Acconsento. “No, lui li amerà. Di un amore che, diremo, è infinito e inesauribile. La gente vuole essere amata. Creeremo dieci regole, non una di più, non una di meno, dieci deve essere il numero. Prendi ad un uomo la vita e sarà finita lì ma minaccia di prendere la sua morte e lui vivrà per te. Queste regole infatti graveranno sulla morte. Chiunque le rispetterà.” Una volta che tutti ebbero finito di parlare Concordo concordò, Annuisco annuì e Acconsento acconsentì.

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