Parte ultima

Siamo soltanto scimmie con cervelli grossi come pianeti. Crediamo di essere causa e fine di ogni cosa. Ricordiamo solo il passato e viviamo lì

La bambina che va sotto gli alberi

Non ha che il peso della sua treccia,

un fil di canto in gola.

Canta sola

e salta per la strada: ché non sa

che mai bene più grande non avrà

di quel po’ d’oro vivo sulle spalle,

di quella gioia in gola.


Siamo soltanto scimmie con cervelli grossi come pianeti. Crediamo di essere causa e fine di ogni cosa. Ricordiamo solo il passato e viviamo lì, in ogni foto, in ogni registrazione fatta nel presente senza aver mai vissuto veramente il momento che si perdeva intorno a noi. Tutto sembra appartenere ad un’altra vita. Abbiamo metà mondo sotto i piedi e non ci basta. Stavolta sia per sempre, dico io. Non siamo all’inferno, non piovono piume. Non siamo schiavi del coraggio ma dell’ozio. La Terra non sta morendo, siamo noi che stiamo morendo. Fate qualcosa, lasciate qualcosa, amate qualcosa e fate tutto questo per voi stessi. Io che ad ogni respiro sento i miei polmoni arrugginirsi, io che a questo mondo ho soltanto preso e nulla ho dato. Vivi per essere quello che meriti. Ricorda che i diritti sono soltanto parole, un’altra invenzione per limitare la tua libertà. Ricordati che sulle spalle hai soltanto il peso di una treccia.


A noi che non abbiamo

Altra felicità che di parole,

e non l’acceso fiocco e non la molta

speranza che fa grosso a quella il cuore,

se non è troppo chiedere, sia tolta

prima la vita di quel solo bene.

 -Camillo Sbarbaro, La bambina che va sotto gli alberi


Non tornerò mai più in quella casa, da mia madre. Aspetterò, il più a lungo possibile. Poi tornerò a quel regno tanto lontano quanto vicino e mio padre sarà felice di vedermi di nuovo in quella sala, questa volta, per sempre.

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