"Ritorno Al Futuro", una campagna per la rinascita post COVID-19

“Ritorno Al Futuro”, una campagna per la rinascita post COVID-19

Con grande piacere riporto l'intervista di Sebastiano Michelotti, attivista di Friday For Future, per questo ho deciso di intervistarlo. L'obiettivo è sostanzialmente quello di sensbilizzare chi legge, ma cercare anche di capire e approfondire la situazione ambientale in cui ci troviamo.
Con grande piacere riporto l’intervista di Sebastiano Michelotti, attivista e responsabile della comunicazione di Friday For Future. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e approfondire la situazione ambientale in cui ci troviamo, attraverso lo slogan “Ritorno al futuro”, una campagna per la rinascita post COVID-19.
Iniziamo con una domanda semplice che ci aiuta a capire che siete e a capire quello che fate. Cos’è il Fridays For Future?

Fridays For Future è un movimento sociale (quindi senza una struttura giuridica come un presidente, un segretario, uno statuto etc) nato verso la fine del 2018 per chiedere azioni concrete di contrasto alla crisi climatica. Non esiste il giorno in cui FFF è nato, va immaginata come la crescita di un prato di fiori: ogni fiore cresce spontaneamente dal suo contesto perché vuole vivere, ma solo alla fine si accorge di essere parte di qualcosa di più grande.

 

Ci siamo resi conto della potenzialità di questa mobilitazione, il 15 Marzo, dopo il primo sciopero globale, quando siamo rimasti stupefatti per il numero di persone nelle piazze. Da lì abbiamo iniziato a coordinarci tra varie città, abbiamo fatto la prima assemblea nazionale a Milano e ci siamo creati una piattaforma programmatica più o meno unica a livello nazionale, sebbene ogni assemblea locale sia libera di portare avanti progetti propri. La scienza ci dice che ci troviamo di fronte ad una crisi senza precedenti e che serve un drastico cambio di rotta entro i prossimi 8 anni, o il processo sarà irreversibile.”

jasmin-sessler-wkwPycxOBCY-unsplash
Qual è la vostra visione politica e i vostri principi primi?

“C’è bisogno di un completo cambio di sistema, dobbiamo ripensare le dinamiche in tutti gli ambiti, cambiare le concezioni del sistema produttivo, dei trasporti, economico, i consumi. Praticamente va ripensato tutto. Per farlo abbiamo individuato tre principi guida per il nostro FU.TU.RO:

  1. (FU)ORI DAL FOSSILE: raggiungimento dello 0 netto di emissioni al livello globale  nel 2050 e in italia nel 2030, per restare entro i +1,5 gradi di aumento medio globale della temperatura;
  2. (TU)TTI UNITI, NESSUNO ESCLUSO: la transizione energetica deve essere attuata su scala mondiale utilizzando come faro il principio della Giustizia Climatica;
  3. (RO)MPIAMO IL SILENZIO, DIAMO VOCE ALLA SCIENZA: questa riduzione delle emissioni è geofisicamente possibile. La scienza e la tecnologia per questa transizione ci sono. Sappiamo come fare, manca la volontà politica ed economica per farlo.

 

A noi non interessano i partiti, i giochi di potere, le bizze politiche o le promesse in campagna elettorale. Siamo a-partitici, ma fortemente politici e vogliamo che le tante parole dei capi di stato spese in occasione delle ormai 26 Conferenze mondiali per il clima si trasformino in fatti.”

Stiamo vivendo una situazione drammatica che sta coinvolgendo anche l’ambiente. Quali sono e saranno le conseguenze del Covid-19 per quest’ultimo?

“Purtroppo non possiamo vedere le due crisi come due elementi separati che interagiscono tramite conseguenze più o meno indirette. Questa è la tipica distorsione che l’uomo applica nella concezione del suo Pianeta. La Terra non funziona a compartimenti stagni, le relazioni di causa-effetto sono così fitte che possiamo definire tutto appartenente ad un unico meccanismo, la natura. Ora viviamo in un drammatico periodo di crisi e stiamo sperimentando la paura e l’insicurezza per il futuro, dobbiamo capire gli errori che stiamo commettendo e iniziare a prevedere le conseguenze.

 

 

La domanda dovrebbe forse essere l’opposta: quali sono le conseguenze della crisi climatica sul Covid-19?

 

Nel mondo, 6 malattie infettive umane su 10 ci sono state trasmesse da altre specie, le altre 4 su 10 invece derivano da virus o agenti patogeni che si sono evoluti con noi umani. Negli ecosistemi terrestri si trovano milioni di specie viventi, e molte specie animali sono portatrici di forme di virus uniche. L’emergere di tre nuovi coronavirus in meno di vent’anni è un fenomeno fortemente legato ai cambiamenti degli ecosistemi: se l’ambiente viene stravolto, il virus si trova di fronte a ospiti nuovi.

 

 

Così, quando interferiamo con i diversi ecosistemi, quando abbattiamo alberi e deforestiamo, scaviamo pozzi e miniere, viviamo in metropoli sempre più affollate, catturiamo animali, li uccidiamo o li catturiamo vivi per venderli in un mercato, disturbiamo questi ecosistemi e rischiamo di scatenare nuovi virus. Poi, volando intorno al pianeta, trasportando cibo e altri materiali, li possiamo portare dappertutto, rendendo un’epidemia una pandemia. Il modo in cui viviamo su questo pianeta ha delle conseguenze, e alcune prendono la forma di una pandemia da Coronavirus.

 

 

E una cosa è certa: dobbiamo smettere di bruciare i combustibili fossili, di devastare gli ecosistemi e azzerare la biodiversità, o eventi così si ripeteranno. Dobbiamo imparare a convivere con le altre specie di questo pianeta, e a rispettare loro, oltre che la vita umana. E dobbiamo farlo adesso. Che sia la prima cosa che questa pandemia ci possa aver insegnato: nessuno ha il diritto di scatenare la natura contro di noi stessi. Uno studio di Harvard ha appena dimostrato che il Coronavirus colpisce di più le aree con maggior concentrazione di polveri sottili (inquinamento dell’aria derivato dalla combustione) perché gli apparati respiratori delle persone sono molto più deboli. Altri studi stanno verificando se queste micro particelle di Carbonio possono essere vettori di trasporto per il virus, sembrerebbe di sì.”

markus-spiske-5sh24a7m0BU-unsplash
La natura sta riprendendo i propri spazi, come possiamo continuare questo miglioramento anche dopo la quarantena?

“Partiamo intanto prendendo la consapevolezza che la natura si riprenderà sempre i propri spazi. È sbagliato, quasi presuntuoso, pensare che noi stiamo mettendo a rischio questo Pianeta. La Terra ha più di 4 miliardi di anni, ha superato le condizioni più estreme, era una ammasso di lava e roccia e se sarà necessario tornerà ad esserlo.

 

 

Mettiamo in pericolo la vita sulla Terra? Altra grande presunzione, la vita è capace di trovare il suo equilibrio nelle situazioni peggiori. Proviamo a pensare solo a quale era il contesto ambientale che ha fatto nascere la prima forma di vita. Noi stiamo mettendo a rischio quel sottile, magico equilibrio che permette la nostra esistenza, e in questo siamo tremendamente ridicoli.

 

Il modo migliore per lasciar sistemare le cose è, banalmente, non fare nulla, e lo stiamo sperimentando ora. La Natura ha una forza di resilienza che non possiamo nemmeno immaginare, dobbiamo cercare di trovare un equilibrio che ci permetta di interferire ed impattare il meno possibile sui meccanismi del nostro Pianeta. Per fare ciò dobbiamo sforzarci di ripensare completamente la struttura del nostro sistema. Spesso questa parola, sistema, suona come retorica e priva di significato. Ma un sistema è l’insieme di tutte le dinamiche, di tutte le relazioni causa-effetto e di tutti i meccanismi più profondi.”

Qual è il vostro progetto più importante che state seguendo in questo momento?

“Abbiamo appena lanciato la campagna Ritorno Al Futuro,  importantissima per una rinascita post Coronavirus che sia in ottica di riconversione. Il concetto è semplice: due crisi, una soluzione. La campagna è stata aperta con una lettera all’Italia firmata da più di 50 scienziati e una petizione che in una settimana ha raccolto più di 10.000 firme. Ora sono usciti tutti i 7 punti:

  1. Rilanciare l’economia investendo nella riconversione ecologica.
  2. Riaffermare il ruolo pubblico nell’economia.
  3. Realizzare la giustizia climatica e sociale.
  4. Ripensare il sistema agroalimentare.
  5. Tutelare la salute, il territorio e la comunità.
  6. Promuovere la democrazia, l’istruzione e la ricerca
  7. Costruire l’Europa della riconversione e dei popoli

 

Stiamo lavorando facendo lobbying a tutti i parlamentari, uno ad uno, per fare in modo che se ne tenga conto. Questo non perché vogliamo visibilità alla nostra campagna o alle nostre rivendicazioni, la crisi climatica non è un “problema da ambientalisti”, qua è in gioco qualcosa di più grande. Questa crisi economica, derivata dalla pandemia, porterà enormi movimenti di denaro, grandi manovre, investimenti nell’ordine dei biliardi. Se non ci si preoccupa di dare una direzione a questa ripartenza ma si penserà al “business as usual” non ci sarà un’altra occasione.”

grafica-lancio-1024x1024
Era iniziato un progetto per limitare l’uso della plastica e di materiali non biodegradabili, ma con l’inizio della pandemia è aumentato il consumo di mascherine, guanti ecc. Cosa si può fare per limitare i danni futuri visto che l’uso degli stessi è indispensabile per la situazione sanitaria attuale?

“Come ho detto sopra dobbiamo ripensare da capo l’intero sistema, in questo caso vuol dire capire dove alcuni materiali sono indispensabili (come nell’ambito sanitario) e dove non lo sono. Per esempio il packing non è sempre necessario, basterebbe riprogettare un po’ il sistema delle grandi distribuzioni, adattarlo, trovare nuove soluzioni. Molte cose possono stare sfuse. Ci vogliono norme, regolamentazioni, accordi. È un processo complicatissimo e siamo in grave ritardo. Chiaramente esiste anche una responsabilità del consumatore che è fondamentale, ma noi crediamo ad un sistema che favorisca e induca al cambiamento, se aspettiamo che prima tutte le persone lo integrino nella loro coscienza non ce la faremo mai, anche perché l’informazione, che fa parte di questo sistema, e finanziata da molte Big OIL, non possiamo pensare di competere, benché ci proviamo”.

Cosa vorresti dire ai ragazzi che leggeranno quest’articolo?

“Non a tutte le generazioni viene data la possibilità di cambiare davvero la storia e creare un mondo migliore – l’unico in cui la vita sia possibile. Questa è la nostra ultima occasione. Non possiamo permetterci di tornare al passato. Dobbiamo guardare avanti e preparare il nostro Ritorno al Futuro!”

Spread the world

Leave a Reply