Scandalo Bonafede, Di Matteo: ”Chiamato al Dap, ma dopo le intercettazioni dei boss non mi ha più voluto”

Scandalo Bonafede, Di Matteo: ”Chiamato al Dap, ma dopo le intercettazioni dei boss non mi ha più voluto”

Botta e risposta tra il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e il magistrato Antonino Di Matteo. 

«A giugno 2018, il ministro Bonafede mi chiese se ero disponibile ad accettare il ruolo di capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), o, in alternativa, quello di direttore generale degli affari penali. Chiesi 48 ore di tempo per dare una risposta”. Il magistrato Di Matteo racconta che nelle stesse 48 ore di attesa pare che ci siano state delle intercettazioni telefoniche di alcuni boss, detenuti al 41 bis: «Se nominano Di Matteo è la fine»

 

 Tuttavia, il magistrato Di Matteo continua: «quando ritornai, avendo deciso di accettare la nomina a capo del Dap, il ministro mi disse che ci aveva ripensato e nel frattempo avevano pensato di nominare Basentini”

E’ quello che ha affermato il magistrato Di Matteo, durante la trasmissione “Non è l’Arena” sul LA7 condotta da Massimo Giletti.

 

Giletti insiste sul presunto legame tra la mancata nomina e le intercettazioni – «lei ci fa capire che il timore che a sua nomina potesse portare reazioni è stata messa da parte per un personaggio meno invasivo e forte, rispetto a lei», dice il conduttore -, il magistrato risponde: «Io sto riportando un fatto».

 

Immediata la risposta di Bonafede: «Sono esterrefatto nell’apprendere che viene data un’informazione che può essere grave per i cittadini, nella misura in cui si lascia trapelare un fatto sbagliato, cioè che la mia scelta di proporre a Di Matteo il ruolo importante all’interno del Ministero sia stata una scelta rispetto alla quale sarei andato indietro perché avevo saputo di intercettazioni», dice il ministro.

 

«Gli ho parlato della possibilità di fargli ricoprire uno dei due ruoli di cui ha parlato lui, gli dissi che tra i due ruoli per me era più importante quello di direttore degli affari penali, più di frontiera nella lotta alla mafia ed era stato il ruolo ricoperto da Giovani Falcone. Alla fine dell’incontro mi pare che fossimo d’accordo, tanto che il giorno dopo lui mi chiese un colloquio e mi spiegò che non poteva accettare perché voleva ricoprire il ruolo di capo del Dap», afferma Bonafede.

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One comment

  1. […] distanza di un decennio, in costanza di circostanze diverse, ci troviamo con un ministro della giustizia che, nella mattinata di oggi, si troverà ad essere sfiduciato o meno. Cosa paga? Limitatamente […]

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