Feynman

L’11 Maggio 1918 nasceva Richard Feynman, pioniere della fisica dei quanti.

“Squilla il telefono. È uno che dice di essere di un’agenzia giornalistica. Io ero parecchio seccato per essere stato svegliato, fu quella la mia reazione naturale. Ero mezzo sveglio e mezzo infuriato. – Vorremmo informarla che ha vinto il premio Nobel, Mr Feynman – dice il tizio e io, ancora seccato, non mi rendo pienamente conto e rispondo – ma non potevate dirmelo domani mattina? – e riattacco.  Richard Feynman, “Il piacere di scoprire”, 1999.

 

Non ci penserei due volte a dire che Richard Feynman è stato un pilastro della fisica moderna. Nato l’11 Maggio 1918 a Manhattan da una famiglia ebraica di origini russe e polacche, fin dalla tenera età dimostrò interesse per il mondo scientifico. 

A 15 anni si diletta con l’analisi matematica e il calcolo differenziale, mettendo a punto un suo personale sistema di rapprentazione delle funzioni trigonometriche. Quando è solo progetta congegni e piccole invenzioni, per gli amici invece si esibisce in giochi di magia.

Feynman

Si laurea in fisica al MIT di Boston. Dopo la laurea decide di intraprendere il dottorato. Harward gli offre un’importante borsa di studio in matematica, ma lui rifiuta per spostarsi a Princeton dove insegna Albert Einstein.

Amava definirsi «Nobelist Physicist, teacher, storyteller, bongo player».

Figura eccentrica del ventesimo secolo che univa la scienza all’ironia e al divertimento. Scienza che, gli valse un premio Nobel nel 1965 assieme a Julian Schwinger e Shinichiro Tomonaga, Nobel che fu assegnato per il loro contributo allo sviluppo della cosiddetta elettrodinamica quantistica.

Ma il rapporto tra lui e il  Nobel non era tutto rose e fiori. Feynman infatti non credeva ai premi. “Non sto dicendo che la mia fisica non sia degna del premio”, disse un’altra volta, “ma che io dal punto di vista umano non mi sento un Nobel. Non mi sento uno scienziato importante. Non lo sono, tutto qua. Ero solo un ragazzino che si gingillava. Ero in pigiama sul pavimento con carta e matita e ho scarabocchiato qualcosa”.

Ciò che più ammiro di questo scienziato è il suo essere ironico, rendeva divertente qualsiasi campo della fisica con le sue citazioni. Era anche un ottimo insegnate, ammirato da tutti i suoi studenti. Riusciva a stimolare in loro l’amore per la ricerca e li invogliava a capire a fondo i concetti. Muore a Los Angeles, 15 Febbraio 1988 lasciandoci con una bellissima frase: 

“Non sopporterei di morire due volte. È una cosa così noiosa.”

Termino l’articolo con le sue più belle citazioni (secondo me).Non perdete i prossimi articoli su Thinktankita.it

“Vincere un Premio Nobel non è poi così speciale, ma vincerlo con Q.I. di 124 è davvero qualcosa.”

“Se credete di aver capito la meccanica quantistica, non avete capito la meccanica quantistica.”

 

“Non so che cosa non va nella gente: non imparano usando l’intelligenza, ma solo meccanicamente o giù di lì.  Il loro sapere è così fragile.” 

“Il tempo è ciò che accade quando non accade nient’altro”

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