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The Last of Us parte 2, l’eterna ambivalenza tra amore e odio

Finalmente tra rinvii e pandemie varie oggi esce in esclusiva Playstation 4 The Last of Us parte II, titolo appartenente alla famosissima azienda Naughty Dog. Basti pensare alla saga videoludica Uncharted che tanto apprezzo, sia dal punto di vista narrativo che di gameplay e meccaniche. E anche oggi posso affermare con certezza che The Last of Us parte seconda è a tutti gli effetti un gioco Naughty dog, un narrativo in terza persona che ci fa immergere in un universo ricco di elementi mozzafiato.

Il gioco, l'ambiente e l'evoluzione del titolo
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È quasi una costante ormai: ogni The Last of Us esce alla fine di una console gen e non è affatto una cosa negativa, anzi può sfruttare la console appieno come accaduto su ps3 con il primo capitolo (non capisco ancora oggi come possa quel gioco girare su ps3). Comunque abbandoniamo il passato e analizziamo The Last of Us parte II. Il mondo è devastato da una pandemia: un particolare fungo attacca l’uomo e lo muta. In ambienti malsani e distrutti dove animali e piante crescono nelle città deserte vive Ellie, una ragazza adesso quasi ventenne e omosessuale.

 

 L’odio è il vero motore del gioco, osserviamo la protagonista carica di odio e di vendetta, a tratti più matura rispetto al precedente capitolo ma in una veste tutta nuova. Il titolo fin dalle prime fasi di gioco è molto emotivo e punta sopratutto all’immersività e all’empatia nei confronti di Ellie. L’ambiente di gioco è vastissimo e copre molti habitat, raramente vi ritroverete in ambienti uguali. I luoghi inoltre pullulano di nemici umani, organizzati in fazioni come i Lupi e le Iene, e gli infetti. Quest’ultimi sono suddivisi un pò come nel primo capitolo: runner, clicker, stalker, bloaters e shamblers. 

 

Lo stile di combattimento è modernissimo. Naughty Dog ha utilizzato un sistema di combattimento basato sul Motion matching, ciò significa che il sistema passa automaticamente da un’azione ad altre (sono veramente tantissime) a seconda di dove ci troviamo e cosa abbiamo attorno. L’immancabile approccio stealth è sempre più valorizzato proprio per evitare i combattimenti allo stile “macellaio” che spesso troverete troppo intensi e pesanti emotivamente. Grafica e effetti sonori da premio oscar. Con delle buone cuffie e l’atmosfera giusta in stanza vi godrete appieno il titolo. Peccato però per ottimizzazione su PS4 pro, il titolo gira a 1440p e in molti tv 4k troverete l’upscaling automatico un pò frustrante con piccoli problemi di definizione immagine e aliasing.  

L'hating perde il pelo ma non il vizio

A volte sentire certe cose fa rabbia, altre volte fa male al cuore, ma vedere come la community di Metacritic (testata giornalistica di videogiochi) ha votato The Last of Us parte II fa provare disgusto. Il gioco affronta tematiche serie e porta il gameplay su un livello emotivo altissimo ma evidentemente l’hating perde il pelo ma non il vizio. Questo review bombing (pratica dove gli utenti si mettono d’accordo per ottenere qualcosa dalla software house) mette in cattiva luce un gioco che potrebbe essere tranquillamente il migliore della console gen attuale (parlo di PS4). Non sappiamo ancora cosa vogliono ottenere stavolta gli haters con questo voto molto negativo, ma quello che vi posso dire io è che The Last of us parte II è un capolavoro.

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L’articolo finisce quì, non perdete i prossimi articoli in uscita. Da Gabriele La Milia di Thinktankita.it Tech & Games è tutto. Buon gaming!

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