Trump sta cercando di strumentalizzare la pandemia!

Trump sta cercando di strumentalizzare la pandemia!

Di fronte ai sondaggi che vedono l’attuale presidente sotto di 6 punti percentuale dal rivale Biden, Trump è alla ricerca di voti e sta cercando di strumentalizzare la pandemia.
Di fronte ai sondaggi che vedono l’attuale presidente sotto di 6 punti percentuale dal rivale Biden, Trump è alla ricerca di voti e sta cercando di strumentalizzare la pandemia.

A sei mesi dal voto, il presidente Trump ha paura. La pandemia rappresenta infatti non solo un’emergenza sanitaria ed economica ma anche un’emergenza di voti. Il 27 aprile Usa Today ha infatti pubblicato un sondaggio in merito alle elezioni Usa 2020 realizzato dalla Suffolk University, con il Presidente Trump (38% di voti) che al momento sarebbe in netto ritardo rispetto al suo avversario Biden (44%). 

 

Alla ricerca di voti e di consenso, Trump, infatti sta cercando di mettere in campo delle misure politiche populiste per “tutelare l’occupazione degli americani dalla concorrenza di stranieri.” Sospesi quindi i visti (green card) per l’immigrazione per 60 giorni. Tutti gli ingressi stranieri sono quindi del tutto proibiti a eccezione dei lavoratori stagionali dell’agricoltura. L’annuncio è arrivato lunedì 20 Aprile con un tweet:

“Alla luce dell’attacco dal Nemico Invisibile, e per proteggere i posti di lavoro dei nostri Grandi Cittadini Americani, firmerò un ordine esecutivo per sospendere temporaneamente l’immigrazione negli Stati Uniti!”

 

Mossa del tutto coerente con la filosofia intrapresa dal presidente Trump sin dal 2016 con lo slogan della sua campagna elettorale “American First”, in cui puntava a dare maggiore attenzione alla popolazione americana che soffrono la concorrenza degli immigrati sul mercato del lavoro.

 

Tuttavia la mossa del presidente Trump non è altro che una mossa per la sua campagna elettorale. La distruzione dei posti di lavoro dovuta al lockdown, di fatto non è influenzata dall’immigrazione, ma è appunto una conseguenza della paralisi economica e del  lockdown stesso

 

“Gli immigrati non rubano i nostri posti di lavoro, non abbassano le nostre retribuzioni. Sono un onere per il bilancio pubblico solo all’inizio (prima generazione) ma diventano contributori netti fin dalla seconda generazione.” Sono queste le conclusioni di un importante studio americano, realizzato nel 2016 dalla National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. 

La percentuale della forza lavoro americana nata all’estero è di circa del 16%. Ciò ci dimostra come la manodopera straniera sia spesso indispensabile per garantire i raccolti e la distribuzione, e impedire che si verifichino penurie.

 

La politica populista Trump però non finisce qui. Il presidente sta cercando di creare un fronte americano unico per contrastare quello che da lui viene individuato come il “nemico”, la Cina, per aver “creato il virus in laboratorio”. Torna di fatto a puntare il dito contro la Cina, senza alcuna prova tra l’altro, in merito all’origine del virus: 

“Il COVID-19 è nato a causa di un terribile errore che la Cina non vuole ammettere. I cinesi hanno cercato di nasconderlo, ma non ci sono riusciti”

 

Solita propaganda destrista? Beh, probabilmente sì. Non dimentichiamo che in Italia i primi a puntare il dito contro il governo cinese furono proprio Giorgia Meloni e Matteo Salvini, richiamando un vecchio servizio del TGR. A loro non è bastata neanche la risposta del nature, la più importante rivista scientifica esistente, pensate un po’  al presidente Trump.

Spread the world
Leave a Reply