Uomo, natura, dio? Parliamone

Aprire una finestra e prendere una boccata d'aria. L'unico lusso che la maggior parte di noi può permettersi in questo tragico clima di pandemia.

Aprire una finestra e prendere una boccata d’aria. L’unico lusso che la maggior parte di noi può permettersi in questo tragico clima di pandemia.

Un virus con un tasso di mortalità che si aggira tra lo 0,1 e l’ 1 % ha bloccato l’intera economia mondiale obbligando i capi di stato a chiudere  le frontiere al fine di prevenire un contagio nazionale. Il tempo libero che ormai pare essere diventato padrone dei nostri giorni ha spinto me e, spero, la gran parte dei miei coetanei a riflettere sul senso della pandemia e sulle sue cause. Così, piuttosto che essere un altro robot religioso senza cervello che crede irragionevolmente e inutilmente e  ciecamente che tutto questo è nelle mani di qualche spaventosa e incompetente figura paterna a cui non importa nulla, ho deciso di dare a qualcos’altro la colpa, o il merito, di questo tanto grande quanto insignificante virus. La natura.

Ma cosa o chi è in realtà la natura? Dio? E cos’è Dio? Per dare una risposta più oggettiva e esaustiva possibile, secondo Wikipedia un dio è un essere supremo oggetto di venerazione da parte degli uomini che credono sia dotato di poteri straordinari; nelle diverse culture religiose viene variamente denominato e significato. Lo studio delle sue differenti rappresentazioni e del loro procedere storico è oggetto della scienza delle religioni e della fenomenologia della religione mentre l’esistenza, la natura e l’esperienza del divino sono oggetto di riflessione delle teologie e di alcuni ambiti filosofici.

Sotto l’aspetto psicologico, l’uomo ha sempre avuto bisogno di credere in qualcosa che dia risposta a domande a cui l’uomo stesso non sappia darne. Sotto l’aspetto principale, attorno al quale tutto ruota, cioè quello economico, l’uomo ha creato un impero immortale incapace di autosostenersi ma che mai morirà grazie alle solide fondamenta che lo sostengono. L’ignoranza non uccide, non graffia, non mutila. L’ignoranza è uno dei due pilastri che reggono questo mondo e senza di essi saremmo persi. L’uomo ci convive e lo fa da sempre. Viviamo nella democrazia, quella in cui tutti parlano e nessuno ascolta, in cui si passa da “la tua opinione vale quanto la mia” a “la tua opinione vale quanto i miei fatti”.

In questo mondo perverso il sogno è diventato un sintomo. Ci chiniamo alla società e lo facciamo di buon grado perché sappiamo che senza di essa non possiamo vivere. Ci accontentiamo di perdere la nostra umanità, di non avere degli obiettivi e di vivere una vita che ci è stata imposta da qualcun’altro. Alcuni credono che tutto sia regolato da Dio, altri credono nella natura come essere supremo, altri ancora nella morte. La verità è una e una soltanto, negata perché non violenta. Esiste solo la vita. Essa stessa è stata creata da essa stessa. La morte fa parte della vita, è scritto nel nostro codice genetico e in quello di molti altri animali. Vita e natura sono in simbiosi e l’uomo fa parte della natura.

Filosofi, critici e poeti hanno cercato di spiegare e definire il rapporto tra l’uomo e la natura formatosi in poche migliaia di anni definendolo come contrastante. A mio parere la natura ha un rapporto di indifferenza verso l’uomo che cerca in tutti i modi di contrastarla pensando stupidamente di poter anche solo competere con essa. Penso che, noi uomini, facciamo parte di una saggezza più grande di quanto potremo mai comprendere. Possiamo soltanto ammirare quest’immenso meccanismo che si evolve e che forma la vita. La stessa vita che va vissuta pienamente in ogni istante, che ci permette di fare tutto ciò che vogliamo nel rispetto dei nostri simili e della natura stessa. La Terra esiste da quattro miliardi e mezzo di anni, è un sistema che si corregge da solo, sopravvissuto a tutto e tutti. L’era dei dinosauri è passata, oggi siamo in piena era dei primati, forse la prossima sarà quella degli insetti. Chissà, forse proprio un virus segnerà la nostra fine.

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