Parte seconda

Arrivai dove un tempo un re cristiano aveva dato fuoco all’intera foresta e ai suoi abitanti per far sorgere il suo regno. Per mille anni è stato ereditato da dei figli che hanno dimenticato la potenza di chi li ha preceduti.

 

Arrivai dove un tempo un re cristiano aveva dato fuoco all’intera foresta e ai suoi abitanti per far sorgere il suo regno. Per mille anni è stato ereditato da dei figli che hanno dimenticato la potenza di chi li ha preceduti. Adesso sul trono sedeva la Morte. Essa stessa aveva deciso di prendere il posto dell’ultimo discendente , stroncandolo in giovane età, portando stabilità e pace in tutto il regno, tenendo fede al compito affidatogli. Chiesi di poter essere ricevuto a corte pensando di non poter trovare miglior maestro della Morte e la mia proposta venne accolta. La sala grande era deserta, le candele erano spente e il cibo marciva sul desco da giorni ormai. Il Tristo sedeva in cima ai gradini, dove una sporgenza nel muro aveva assunto la forma di una spoglia seggiola. Fu lui a parlare per primo. “Ultimamente dormo male la notte.” Per un attimo ci fu silenzio, poi continuò. “Uomini, che siano maledetti. Li ho sempre odiati, dal primo respiro, dal primo passo, dalla prima parola… dal primo regalo che mi fu concesso. E lei che li ha concepiti, cullati nel proprio grembo e sostentati con la propria terra. Lei che ha creato per loro il cielo blu e il fuoco rosso. Ha mai pensato cosa davvero meritano? No, ha fatto tutto questo per lei. Un’egoista madre premurosa che adesso brucia per via di quel fuoco appiccato dai suoi stessi figli guidati da falsi leader che cercano di conquistarsi a vicenda. Hanno creato la morte in terra e hanno creduto di poter possedere il mio potere nel palmo di una mano. Cupidigia e bramosia hanno invaso i loro cuori e non c’è niente che io possa fare oramai.” Finalmente alzò gli occhi e mi guardò. Il suo sguardo era vuoto, prosciugato della possanza di un tempo. “Sono debole”, mi disse, “debole come non lo ero mai stato, attorniato da incertezze, desideri… paure. Paura che lei smetta di amarli, che li abbandoni e che dilaniata dal dolore smetta di esistere. Paura del mio avvenire… d’altronde, come potrebbe mai esistere Morte senza Vita.” Lui l’amava veramente. Mamma diceva sempre di ricambiare quell’amore ma non era la verità. Forse è davvero egoista come lui dice.

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