Parte terza

Fuori dal regno vigevano le leggi create dagli uomini. Esse erano divise in leggi divine e terrene. Un uomo stava per essere giustiziato secondo legge terrena e la sua anima sarebbe bruciata secondo legge divina.


Fuori dal regno vigevano le leggi create dagli uomini. Esse erano divise in leggi divine e leggi terrene. Un uomo stava per essere giustiziato secondo legge terrena e la sua anima sarebbe bruciata secondo legge divina. L’esecuzione si teneva nella piazza grande, dove una folla urlante scalpitava desiderosa di assistere a quel macabro spettacolo. Chiesi allora ad uno di loro per quale motivo quell’uomo stava per morire. “Ha ucciso sua moglie”, disse, “lei non lo amava più”. Prima che la sentenza venisse emanata l’egregio giudice mi concesse di parlare con il condannato. Così gli dissi: “Hai sposato quella donna per amore e per amore l’hai uccisa. Hai promesso davanti al tuo Dio e agli uomini che non le avresti mai fatto del male.” Lui alzò il viso e mi guardò, poi mi spiegò cos’è l’amore: “L’avevo promesso ma non mi importava. Cos’è una promessa in confronto al corpo di una donna. Ho sempre creduto che amare significasse dipendere da qualcuno e ne avevo la certezza. Pensavo costantemente a lei e ogni cosa che facevo la facevo per lei. Amavo il modo in cui mi faceva sentire, il modo in cui mi toccava, forse ancor di più di quanto amavo lei. A farci perdere è stato il tempo che avidamente ci ha fatti dimenticare di se stesso e ha riportato tutto allo stato primordiale. Credevo di amarla veramente ma la verità è che non so cosa sia l’amore. Chi lo sa, forse è un’altra invenzione di noi uomini o forse è la natura che ce lo impone. Desideriamo ciò che non possiamo avere, ciò che è diverso e quando questo ci appartiene il ciclo ricomincia”. Mamma diceva che è crudele da parte nostra ma io non ci vedevo nessuna crudeltà, se davvero lo pensava forse non doveva farci nascere così. “Poco importa”, continuò, sapendo di avere meno tempo, “la verità è questa: abbiamo bisogno di amare. Ma non è una questione di dipendenza, non è un sentimento profondo, non più profondo dell’astio che proviamo nei confronti della solitudine. È un bisogno, un favore che facciamo a noi stessi e che egoisticamente crediamo di fare a qualcun altro. Lo prometto, verrà un giorno in cui ingannerò il tempo e lei sarà ancora lì, a guardarmi con quegli occhi da bambina che non perderà mai. Lo stesso tempo che passa inesorabilmente senza mai arrestarsi. Dieci, cento, mille anni. Una vita. Ogni anno gli stessi giorni, ogni giorno momenti diversi.”

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